L’Arcadia Restaurant Park delizia il palato dei suoi ospiti con piatti succulenti tipici della tradizione Napoletana e piatti rivisitati accompagnati da un’ampia scelta di vini consigliati ai suoi ospiti dal proprietario Michele Orlando conoscitore dell’enologia.

All’Arcadia a fine ottobre potete degustare anche un ottimo vino novello accompagnato da leccornie succulenti.

L’11 novembre si celebra la ricorrenza di San Martino di Tours e si rievocano antiche tradizioni legate soprattutto alla cultura contadina.

“A San Martino ogni mosto diventa vino” è il proverbio che accompagna la degustazione del vino novello proprio in questa circostanza. San Martino è legato anche alla Festa del Ringraziamento al termine delle stagione agricola e nel passato l’11 novembre era la data consueta per i traslochi e il rinnovo dei contratti di affitto dei fondi rustici, dei pascoli e dei boschi.

Il sistema di produzione nonché l’immissione al consumo del “vino novello” è stata notevolmente semplificata, abrogando il precedente decreto 13 luglio 1999.

Ai sensi dell’allegato 7 del nuovo decreto del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali 13 agosto 2012 (G.U. n. 200 del 28.08.2012) ha anticipato al 30 ottobre alle ore 0,01 e non al 6 novembre l’immissione al consumo del vino novello.

Ai tempi di Columella (Lucio Giunio Moderato Columella fu uno scrittore latino di agricoltura) questo vino si chiamava “doliore” e stava nelle “celle vinarie” anziché nelle “apoteche” o “fumarie” ove si collocavano i vini da invecchiamento.

Cominciamo a dire che si sente spesso parlare erroneamente di vino novello come il vino "nuovo", ma tale bevanda nasce da una produzione particolare e differente dal solito per tipo di vinificazione. Questo metodo è stato ideato da un'équipe di ricercatori francesi nel 34. Uno degli esperimenti includeva la conservazione dei grappoli a bassa temperatura a contatto con Anidride Carbonica.

Michel Flanzy, che nel 1936 era direttore della stazione enologica di Narbonne. Flanzy stava studiano, in realtà, un metodo per la conservazione dell’uva, e fece degli esperimenti inserendo i grappoli sani in bidoni contenenti anidride carbonica; l’esperimento fu un fallimento, dal punto di vista della conservazione, ma si rivelò un metodo efficace per produrre vino in modo veloce.

Il vino Novello è, infatti, un vino giovane di pronta beva e, quindi, deve essere degustato in tempi brevi per assicurarsi il mantenimento del caratteristico bouquet ed aroma che tende a "svanire", svuotando ed appiattendo il vino. La temperatura, aspetto fondamentale per ogni abbinamento, deve essere quella giusta. Il Novello va servito fresco, ad una temperatura di 12-14 °C, per non penalizzare le sue migliori qualità, i profumi fruttati e la fragranza.

In Campania, il vino novello (o Novicium) viene in genere prodotto con l’Aglianico, che nella regione è molto diffuso, eventualmente con l’aggiunta del Piedirosso.

In particolare in Irpinia i primi a credere in questo tipo di vino furono i Feudi di San Gregorio nel 1999 (Festa del Nobellum).

Poi però il testimone è passato ad altre aziende irpine come l’Antica Hirpinia di Taurasi, l’Aminea di Montemarano, ed i Colli Irpini di Montefusco.

Altre zone campane di notevole interesse sono i Campi flegrei (ad Ovest di Napoli, Pozzuoli) e Benevento con i suoi Guardiolo, il Sannio, il Sant’Agata dei Goti ed il Taburno.

A differenza dei produttori francesi in Italia per la realizzazione del vino novello si utilizzano un po' tutti i vitigni; in particolare le uve nere più comunemente utilizzate sono in genere, Aglianico, Cannonau, Barbera, Merlot, Nero d'Avola, Corvina, Refosco.

Antonio Faracca