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NOTE STORICHE
Il Mausoleo di Quarto, chiamato la “Fescina” è una di quelle rovine archeologiche più antiche e preziose della zona, ancora troppo poco conosciuta. Si trova a Quarto flegreo, a nord ovest di Napoli, nella zona detta anche “Piana di Quarto”, data la depressione del sottosuolo che la caratterizza. E’ circondata da molteplici colline e la sua attività vulcanica è altamente esplosiva, infatti Quarto di Napoli è il più grande cratere spento dei Campi Flegrei. Proprio qui, in questa “conca periferica” nascosto tra l’erba alta, e parte della più grande area preistorica della zona, sorge il complesso del Mausoleo Romano, chiamato “Fescina”, un particolarissimo monumento funebre di età romana, tra i più misteriosi dell’archeologia! Il mausoleo di cui stiamo parlando ha caratteristiche uniche nel suo genere, si presenta come una struttura a cuspide piramidale delimitata da una recinzione molto bassa in opus reticolatum. Continuando il nostro percorso attraverso un varco alle spalle del monumento è possibile rilevare molte tracce di incinerazioni, urne, anfore e tombe, che provano sicuramente la continuità d’uso della necropoli fino almeno ad epoca tarda. Altra caratteristica unica di “Fescina” era l’uso di questi spazi recintati, essi furono propriamente chiamati ustrinae, perché destinati soprattutto e quasi esclusivamente alla cremazione dei defunti.
Il 3 luglio, nel Piazzale Europa allestita per l'occasione come un grand Hotel, arriva la tanto attesa quinta edizione del premio "La Fescina", la kermesse di Quarto che dopo anni di riposo ritorna in auge tra gli appuntamenti più importanti dello spettacolo campano e nazionale. L'idea, nel che nel lontano 1995 fu di Umberto Milazzo e Ugo Autuori, prende spunto dal masuleo quartese e quest'anno è un gran gala televisivo che è stato condotto da Lisa Torrisi e Claudio Lippi. L'impegno dell'assessorato alla cultura dell'Amministrazione di Quarto e della locale Pro Loco, presieduta dall'avvocato Franca Baiano, ha fatto sì che giungesse questa annunciata super edizione con un parterre di ospiti di grande rilevanza. L'Arcadia Restaurant Park ha curato l'allestimento del servizio banqueting trasformando piazzale Europa in una sala ristorante a cinque stelle. La professionalità; la cura dei particolari del team Arcadia con l'attenta regia di Michele Orlando sono stati gli elenenti di successi con il riconoscimenti di un parterre de rois. La serata, condotta da Claudio Lippi con l'elegante Lisa Torrisi, ha visto in palcoscenico grandi nomi come Maurizio Mattioli, Gianfranco D'Angelo e Gigi e Ross. Toccante l'intervento di Eva Grimaldi che ha voluto dedicare il premio da lei ricevuto alla scomparsa di Paolo Villaggio e così ricordarlo in un corale applauso. Musica e moda hanno colorato la notte quartese che ha visto gremita in ogni ordine di posti la piazza Europa allestita per l'occasione in un grande ristorante all'aperto con la magistrale cucina del park restaurant Arcadia. Presenti Samantha De Grenet, Linda D, Rosario Mallardo e gli acclamatissimi Fratelli di Caserta I desideri. Altri premiati della serata, con la regia di Walter Bisogni, Umberto Milazzo, Enrico Porzio, Monica Sarnelli. Moda in passerella dello stilista Mimmo Tuccillo e la linea beachwear di Tequiero Mucho.
                                                                                                                                                                    Antonio Faracca

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L'ARCADIA RESTAURANT PARK OSPITA L'EVENTO "PIZZA MARGHERITA.

Il Birrificio Alkimia è sponsor di Pizza Margherita, un'iniziativa del quotidiano Roma - Il Giornale di Napoli che per due mesi vedrà 60 pizzerie in gara. Ogni giorno sul Roma la presentazione di un pizzaiolo. I lettori potranno votare la loro pizza preferita. A settembre i dieci pizzaioli più votati si sfideranno nell'esclusiva location dell'Arcadia Restaurant Resort Park Arcadia Ristorante L'Arcadia Restaurant Park Arcadia Restaurant Lounge Bar davanti ad una giuria di qualità. Le pizze saranno abbinate alle nostre birre Alkimia.

 

Pizza: rappresentazione della napoletanità.

La pizza, ha origini antichissime, addirittura qualcuno dice nell’era degli Etruschi. Naturalmente era qualcosa che vagamente aveva la forma e le sembianze della pizza di oggi.

Il termine pizza deriverebbe da “pinsa”, participio passato del verbo latino “pinsare”, che significa pestare, schiacciare, il nome verrebbe quindi dalla forma. La voce è attestata prima dell'anno mille, come "pizza de pane", quindi citata da autori cinquecenteschi come una focaccia che accompagnava carni e altre vivande, eventualmente condita con mostacciuoli.

La storia della pizza nasce a Napoli, splendida capitale del Regno spagnolo, dove è di casa già dal Seicento. Era ancora senza pomodoro, “bianca”, condita solo con aglio, strutto e sale grosso nella versione più economica, o con caciocavallo e basilico nella più ricca “mastunicola”; n’esistevano anche, il che non stupisce, prime versioni “alla marinara”.

 È però nel corso del Settecento, quando il pomodoro entra trionfalmente nella cucina campana (e in parte italiana), che nella città dei Borbone la pizza s’impone, in una forma sempre più vicina a quella che conosciamo, per diventare in breve uno dei piatti preferiti dal popolo e non solo.
Sembra, infatti, che Ferdinando I di Borbone, amante dei cibi semplici, assaggiasse le pizze della bottega di Antonio Testa detto n’Tuono e se ne appassionasse talmente da tentare, invano (per l’opposizione della consorte Maria Carolina d’Austria), di farle inserire nell’elenco delle vivande ufficiali di corte. Insieme alla pizza si definiscono i modi e i luoghi per mangiarla, il che riporta alle autentiche radici popolari e “sociali” di questo cibo.

Nel Settecento a Napoli la pizza si mangia soprattutto per strada ed è preparata da umili venditori per una clientela altrettanto umile. Ha vantaggi insuperabili: è nutriente, appetitosa, costa poco per chi la vende e per chi la compra ed è pratica, rimanendo gradevolmente calda senza scottare, piegata in quattro “a libretto”.

Dalla circa la metà del Settecento, la pizza è poi cucinata nei forni a legna delle botteghe (che spesso fungono anche da abitazione) e venduta in banchi all’aperto o lungo le strade e i vicoli della città. Un garzone porta in equilibrio sulla testa la “stufa” in cui stanno in caldo le pizze e le consegna direttamente ai clienti “a domicilio”, in casa o per strada, preannunciandosi con chiassosi e inequivocabili richiami. E’ a cavallo fra settecento e ottocento che comincia ad affermarsi l’usanza di mangiare la pizza oltre che a casa o per strada, anche presso i forni in cui è preparata. E’ la nascita e la diffusione in Campania della pizzeria nella forma che conosciamo, con i suoi inconfondibili caratteri fisici e “ambientali”. Il forno a legna, il bancone di marmo dove è preparata la pizza con gli ingredienti per la farcitura in bella mostra, i tavoli dove i clienti la gustano, l’esposizione esterna delle pizze da vendere ai passanti.

Alessandro Dumas, nel corso di una serie di scritti di viaggio, una sorta de servizi di inviato speciale, raccolti nel "Corricolo". Dumas mise insieme, sulla pizza, osservazioni acute e informazioni cervellotiche.

Scrisse, ad esempio che "la pizza e' una specie di stiacciata come se ne fanno a St. Denis: e' di forma rotonda, e si lavora con la stessa pasta del pane. A prima vista e' un cibo semplice: sottoposta a esame, apparirà un cibo complicato". Aveva ragione, e quel riferimento alle schiacciate di St. Denis ci conferma che una sorta di pizza e' cibo universale...........

Dal film di Vittorio De Sica "L'Oro di Napoli", del 1954, si può osservare come già in tempi lontani la pizza era concepita come un odierno fast food, tanto che in un'insegna dell'epoca era scritto "Mangiate oggi e pagate fra otto giorni". Allora pizza voleva dire Napoli, oggi la pizza è di più: pizza è ormai il mondo intero.


Gli egiziani inventarono il forno, che era a forma di cono.

Il fuoco si metteva dentro, fuori si appiccicavano letteralmente i panetti: quando cadevano voleva dire che erano cotti da una parte, ma venivano riappiccicati dall'altra per completare la cottura. Solo in un secondo tempo venne l'idea di dividere in due il forno per mettere sotto il fuoco e sopra, per cuocere, le schiacciate di pasta e acqua lievitate.

La pizza, quindi, è un’espressione del folclore di Napoli che cela tradizioni antiche ma ancora vive nei luoghi storici della napoletanità, un tesoro dal valore inestimabile che va custodito con dovuta considerazione. La manipolazione della pasta per le pizze è un’arte che ha un protagonista senza uguali: il pizzaiolo. In Italia sono ben 70.000 i pizzaioli, ma per la nostra legge questa figura non è riconosciuta con una qualifica né contrattuale né professionale. Nei contratti d’assunzione i pizzaioli sono indicati come cuochi, o aiuto-cuochi.

Va rilevato, infine, che la Comunità Economica Europea individua nella formazione professionale una delle leve fondamentali per il rafforzamento dell'accusabilità dei propri residenti e, più in generale, per lo sviluppo dell'incontro tra domanda ed offerta di lavoro. 

Antonio Faracca

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L'Eden Arcadia è un magico paradiso che ti travolge da subito in una scenografia unica e suggestiva. Lontano dal caos della città l'Eden Arcadia con un prato di erba verdissima e ben curato con alberi splendidi il valore aggiunto dell'Arcadia Restaurant Park.

Location ristrutturata con una sala ristorante ridisegnata in una stile moderno dove ogni particolare è stato curato. La struttura offre ai suoi astanti varie proposte di eventi: festa di laurea, matrimonio, prima comunione, meeting e convention, incontri gastronomici, business lunch ecc.

Addio quindi agli alveari della città e via libera a una varietà infinita di situazioni: dal ristorante semplice e accogliente, alle suggestive grotte dell'ultima guerra.

Quindi per il tuo matrimonio da sogno non esitare a visitare l’Arcadia Restaurant Park.  L'ospitalità, la cortesia, la cura dei particolari,  una cucina tipica Campana e un personale altamente qualificato creano un mix perfetto per i tuoi giorni da ricordare. 

 

 

NUOVE FOTO

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Il Restaurant Park Arcadia nasce alle pendici dei Camaldoli nel 2001, socio fondatore Michele Orlando. Il target della clientela del è medio, con una variegata offerta culinaria nel pieno rispetto della genuinità e bontà dei prodotti provenienti dalla Campania Felix.

Un prato di erba verdissima con alberi splendidi disegnano una scenografia unica e naturale dell’Arcadia Restaurant Park sita nel cuore dei Campi Flegrei.

Location ristrutturata con una sala ristorante ridisegnata in una stile moderno dove ogni particolare è stato curato. La struttura offre ai suoi astanti varie proposte di eventi: festa di laurea, matrimonio, prima comunione, meeting e convention, incontri gastronomici, business lunch ecc.

Addio quindi agli alveari della città e via libera a una varietà infinita di situazioni: dal ristorante semplice e accogliente, alle suggestive grotte dell'ultima guerra.

Quindi per il tuo matrimonio da sogno non esitare a visitare l’Arcadia Restaurant Park. Lo staff altamente professionale coordinati dal maitre Giovanni Orlando realizza per il tuo giorno da ricordare ogni tuo desiderio con una variegata scelta di idee e proposte.

Dal 11 al 14 febbraio 2017 l’Arcadia è stato presente a Quarto Nuovo alle Wedding Week Io ti Sposo

 

 

WEDDING WEEK

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FONTE “Taccuini Storici”
Banchetti e Buffet della festa Barocca
Pierre Buffet, cuoco di Francesco I, diede il nome al mobile omonimo (credenza) usato per esporre o conservare oggetti e vivande. Nei ricchi banchetti dell’età barocca (‘600 e ‘700) era di tre tipologie diverse. Il principale quello da mostra, collocato nel punto centrale del convivio, offriva agli occhi degli ospiti lo spettacolo degli oggetti in argento, oro, e delle ceramiche preziose della famiglia nobile. Il secondo, buffet da bottiglierie, aveva la finalità di presentare tutti gli arredi per il servizio dell’acqua e del vino: coppe, bicchieri, boccali in metallo prezioso, caraffe, bottiglie ecc. Infine il terzo era quello di servizio, dove si appoggiavano le vivande fredde, i piatti e tutto ciò che serviva per il servizio a tavola. L’importanza e il valore di un buffet (credenza) era stabilito in base alla sua lunghezza, ampiezza e numero dei ripiani.
Nell’ambientazione interna o esterna del banchetto barocco, festa che aveva come protagonista il “cibo”, le credenze facevano parte dell’allestimento scenografico creato dagli “architetti dei banchetti” (lo erano anche artisti come il Bernini o il Fontana), e contribuivano a completare la messa in “scena” assieme ai convitati, alle persone addette al servizio, agli attori, danzatori e musici.
Con il passare del tempo, il termine buffet ha focalizzato il suo significato, indicando un pranzo in piedi, dove fin dall’inizio sono sistemati ad arte su un’ampia tavola: cibi, vini e bevande.

Il buffet si compone di tavoli sopra i quali sono sistemati cronologicamente diverse pietanze e bevande e dove la clientela, in piedi, può scegliere secondo il proprio gusto quelli che più gli piace, servendosi da sola, aiutata o meno dal personale di sala.
Nell’ambito di un buffet la disposizione dei tavoli è importante. Tenendo presente che per ogni 10 coperti è necessario un tavolo da buffet da 1,5 metri, qualora la manifestazione prevede l’afflusso di molti partecipanti sarà bene, al posto di un unico tavolo lunghissimo, predisporre diversi in vari punti della sala in modo che gli ospiti non siano obbligati ad accalcarsi in un solo punto.

Antonio Faracca

 

 

 

 

BUFFET

 

 

 

 

 

 

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Anche quest’anno l’Arcadia Restaurant Park partecipa al concorso promosso dal giornale Roma “A TAVOLA CON IL ROMA” Il mio ristorante preferito è……………………………….
Come si partecipa? E’ semplice compra il giornale Roma all’interno trovi un coupon ritaglialo prenota il tuo tavola all’ Arcadia Restaurant Park e degusta le varie prelibatezze culinarie e rilassati nell’ampio giardino dell’Eden Arcadia e vota il mio ristorante preferito: Arcadia Restaurant Park.
Vi aspettiamo.

 

CONCORSO ROMA

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Per tradizione, Cuba è dedita alla produzione di rum di tipo leggero. La distillazione è fra le più accurate dell’America Centrale e il prodotto si presenta generalmente di colore paglierino molto chiaro, assai delicato sia come aroma sia come gusto. Lo rende a giudizio dei barman, particolarmente idoneo per la preparazione dei cocktails.
Quando CRISTOFORO COLOMBO sbarcò a CUBA, il 28 ottobre 1492, battezzò l’isola con il nome della figlia dei sovrani spagnoli: JUANA. La conquista completa fu portata a termine da DIEGO VELASQUEZ nel 1515.
Con l’estendersi delle piantagioni della canna da zucchero si determinò l’effettivo popolamento della “PERLA DELLE ANTILLE”, che per un certo periodo si chiamò FERNANDA.
Nonostante gli sforzi del regime castrista per industrializzare il PAESE, l’economia si basa essenzialmente sull’agricoltura. E circa il 15% del suolo agricolo disponibile è coltivato a canna da zucchero.
Per una serata magica del tuo matrimonio una degustazione di rum nell'Eden Arcadia è superlativo.

Antonio Faracca

 

RUM

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Roberto Onorati Bar Manager

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Buffet tematico: Rum 

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Bar Arcadia

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Bar Arcadia

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Le occasioni di donare i fiori sono innumerevoli e comunque i fiori rappresentano un omaggio sempre ben gradito; tuttavia, molti avvenimenti della vita di una persona a cui viene tradizionalmente associato il regalo di un mazzo di fiori sono soggetti a regole, che occorre seguire se si vuole che i fiori vengano al meglio apprezzati.
Nascita: Molto indicati sono i bouquet di piccole rose rosa o di tulipani bianchi o rosa.
Battesimo: La tradizione prescrive che i fiori siano bianchi indipendente dal sesso del neonato. Anche se qualcuno preferisce regalare un mazzo rosa o azzurro.
Comunione o Cresima: I fiori devono essere necessariamente bianchi optando per giglio e rose.
In amore e fidanzamento: Rose rosse vanno per la maggiore ma anche colori tenui e delicati: piccole rose rosa o bianche, peonie rosa o lillà.
Amore – matrimonio: Da far pervenire ai futuri sposi il giorno prima della cerimonia. Una cesta di fiori d'arancio, gelsomino, tuberose, gigli, gypsophila o fresie. Il colore dei fiori deve essere necessariamente bianco o rosa chiaro. I fiori più adatti sono i tradizionali fiori d'arancio, rose, gelsomini, tuberose, orchidee.
Anniversari: Per tutti i tipo di anniversari, compreso quello del matrimonio, il fiore più indicato è certamente la rosa di qualsiasi genere, specie o colore.

Nozze d'argento e d'oro: Qualsiasi specie di fiore di qualunque colore è adatto a questa circostanza, l'importante è che il mazzo venga confezionato con un nastro colore argento nel caso di nozze d'argento, e con un nastro dorato nel caso di nozze d'oro.
Laurea: Fiori fastosi ed allegri mescolati a qualche ramo di alloro. Comunque di fiori del colore che caratterizza la facolta' in cui ci si laurea.
San Valentino: Festa degli innamorati - un mazzo di rose rosse, sempre di numero dispari.
Festa della Donna: Mimosa.
Festa della Mamma: Qualsiasi bouquet è adatto a questa occasione.
Natale: Agrifoglio, spighe dorate, rami con bacche, pungitopo e stelle di natale.
Capodanno: Composizioni con qualche ramo augurale di vischio unito a qualche spiga.
Pasqua: Narcisi, giacinti, tulipano, ranuncoli, e fiori di pesco.
Malattia: Fiori allegri e coloratissimi, meglio se privi di profumo (in numero dispari)

Antonio Faracca

ADDOBBI FLOREALI

 

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“Un prato di erba verdissima con alberi splendidi, dove si radunano i pastori con le loro greggi per cimentarsi in gare sportive e in canti accompagnati dal suono delle zampogne”

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Il Restaurant Park Arcadia nasce alle pendici dei Camaldoli nel 2001, socio fondatore Michele Orlando. Il target della clientela del è medio, con una variegata offerta culinaria nel pieno rispetto della genuinità e bontà dei prodotti provenienti dalla Campania Felix.

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