Passeggiando per San Gregorio Armeno la magia di quelle viuzze con le botteghe dei maestri del poetico artigianato presepiale ti cattura creando un’atmosfera unica e incantevole del Natale. Il Natale napoletano è caratterizzato dal presepe, dal gioco della tombola, dalle novene dei zampognari, da almeno una visione della commedia “Natale in casa Cupiello” ma soprattutto non si può rinunciare al tradizionale menu natalizio. La tavola come abbiamo detto caratterizza le festività ma occorre anche fare una mise en place a tema con ghirlanda composta da pigne, rametti di Ilex con bacche (agrifoglio), arance, rami di Abies, decorata con candele e varie decorazioni natalizie. Molto spettacolare è la frutta brinata. Per realizzarla occorrono frutti come mele e pere e magari un grappolo d'uva. A questo punto potete passare i frutti nel bianco dell'uovo non sbattuto, poi cospargeteli di zucchero: per facilitare questi due passaggi potete infilare al centro del frutto uno stecchino in legno da spiedini, che vi consentirà di impugnarlo meglio. Ora non vi resta che ruotare il frutto mentre spargete lo zucchero (sopra una terrina, per raccogliere l'eccesso). Fate asciugare, lo zucchero sembrerà davvero brina. Componete un centrotavola in una terrina bassa o cestino, alternando alla frutta brinata alcune foglie grandi e lucide (lauro, magnolia) e altre decorazioni a vostra scelta che sappiano evocare la magia del Natale: pigne, stelle di natale, agrumi interi e bacche rosse (fonte: Barilla). La durata della frutta brinata è di qualche giorno e, naturalmente, si tratta di frutta commestibile. L’atmosfera del Natale a Napoli è qualcosa di meraviglioso con una scenografia fatta dal “O’ puosto” mercatini rionali di frutta e verdura dove si possono acquistare le verdure tipiche per preparare la minestra maritata il giorno di Natale, che sono tipicamente cicoria, piccole scarole (scarulelle), verza e borragine, che ne conferisce una nota amarostica.La tradizione napoletana vuole che la sera dell’antivigilia del 23 dicembre i pescivendolo sono aperti tutta la notte per permettere alle persone di acquistare il pesce per la vigilia. In bella mostra le vasche con i capitoni che non devono mancare sulle tavole dei napoletani. Come detto, il capitone è una tradizione irrinunciabile per i partenopei e, come tutte le tradizioni, ha i suoi precisi rituali di preparazione. Il capitone si compra il 23 dicembre ancora vivo, e si mantiene vivo in casa fino al momento della cottura.  Il capitone viscido ma non limacciosa si lascia inseguire per la tutta la cucina prima di essere afferrato coinvolgendo tutta la famiglia. Una scena tipica è raccontata dal maestro Eduardo De Filippo nella commedia Natale in Casa Cupiello "S'n'e' Fujuto O' Capitoneeee!!!". Non possono mancare la sera della Vigilia di Natale “vermecielle cu ‘e vongole” che possono essere preparate con la salsa di pomodoro; in bianco e con i pomodorini. Mentre il giorno di Natale è tradizione mangiare la gallina in brodo. La frutta secca e i dolci tipici chiudono il pranzo.Prima di concedarmi un augurio a te disoccupato che possa al più presto coronare il tuo sogno; un augurio ai giovani che possano vivere in una società meno egoista dove regna la lealtà e l’amicizia e la non violenza, un augurio alle istituzione che possano mettere in campo programmi mirati al benessere e alla qualità della vita.

A CHRISTMAS OF PEACE AND LOVE

Antonio Faracca

NATALE 2017